Il Ducato


Sport: l’Isef cambia pelle

Urbino - Si è aperto all’insegna della soddisfazione generale il convegno "Quale sport per il 2000", organizzato nell’aula magna di via Saffi. "E’ una fortuna - ha esordito Vilberto Stocchi, direttore dell’Isef - che questo incontro avvenga a soli tre giorni dall’approvazione, in Consiglio dei ministri, del decreto che vara la facoltà di Scienze motorie". E il sindaco, Massimo Galuzzi, ha aggiunto: "Per Urbino questo provvedimento ha particolare importanza: più volte da qui sono partite richieste e proposte per la trasformazione dell’Isef in facoltà autonoma". Per Giacomo Crosa, giornalista di Mediaset e coordinatore dei lavori, "il decreto legislativo sancisce il primo passo di una rivoluzione nella cultura sportiva italiana, che finora è stata peggiore di quella di un Paese del terzo mondo, e ci consente finalmente di entrare in Europa anche in questo campo".

Gli obiettivi della riforma sono stati illustrati dal direttore generale del ministero per l’università e la ricerca scientifica e tecnologica, Bruno Giorgio Civello. "Presto - ha detto - il docente di Scienze motorie potrà confrontarsi con quello di chimica, di medicina, fruire di contenuti ampi che solo nell’ambito universitario possono essere dati. Il colloquio, l’interdisciplinarietà sono il punto forte della riforma". Civello, però, ha lanciato un allarme sulla fase di transizione: "Il varo della nuova facoltà non può coincidere con l’accesso selvaggio dei vecchi diplomati Isef, intenzionati a convertire il proprio titolo di studi. Bisogna procedere con gradualità e un monitoraggio attento". Un discorso accolto con perplessità dagli atleti, diplomati Isef, presenti in sala: Giovanna Trillini, Sara Simeoni, Daniele Masala. Proprio quest’ultimo ha protestato: "Per anni siamo stati considerati solo ‘professori di zompi’; adesso che abbiamo la riforma non vogliamo aspettare ancora".

Nel dibattito è intervenuto anche Lucio Selli, consigliere per lo sport del vicepresidente del consiglio. "Il decreto legislativo che istituisce la facoltà di Scienze motorie - ha osservato - punta molto sull’autonomia, lascia aperte diverse possibili soluzioni. C’è molto da lavorare, ma da qui al prossimo anno si potrà dire se la nostra impostazione era giusta".(t.t.)